sabato 21 luglio 2012

Nowhere Boy



"Nowhere boy" è il film d'esordio della regista Sam Taylor-Woods, un film che in Italia non ha avuto molto successo, infatti erano pochi i cinema a metterlo in programmazione, e non appena uscito, le sale erano mezze vuote. Ha fruttato poco ed è rimasto poco, ma è pur sempre un film che merita.
Basato sull'irrequieta adolescenza di John Lennon, co-leader assieme a Paul McCartney dei famosissimi Beatles, il film narra appunto le vicende che hanno portato questo personaggio verso il mondo della musica, ma soprattutto i primi passi. Tutti conoscono la vicenda di Lennon, ma in questo film si mette a nudo un lato drastico della sua adolescenza. Ovviamente non è possibile prenderlo tutto per vero, nonostante sia ispirato al libro scritto dalla sorellastra dello stesso Lennon.
Cresciuto con la zia Mimì, John è un ragazzo davvero intraprendente, sconclusionato, al quale ripetono tutti sempre la stessa cosa: "Non hai futuro", e oggi come non mai, tutti sanno cosa vuol dire sentirsi dire una cosa del genere. Ma al giovane Lennon non interessa affatto il suo futuro, si preoccupa del suo presente e del suo passato. Incontra sua madre durante il funerale dello zio, e da lì, ricomincerà a frequentarla; sarà proprio lei a indirizzarlo verso il rock'n'roll sul panorama musicale dell'epoca dominato da Elvis, da qui nasce l'idea: mettere su un gruppo rock.
Nascono così i Quarryman, gruppo che poi si smembrerà per dare vita ai quattro uomini che segnarono una generazione intera, e che ancora persistono in quelle a venire.
Nonostante i drammi familiari che si accentuano sempre di più, è l'incontro con Paul McCartney ad essere determinante: John capisce che non potrà essere l'unico leader del gruppo, ma nonostante ci sia competizione tra i due, non si possono abbandonare. Paul, orfano di madre sente la presenza di Julia, la madre di John, come un qualcosa che a lui  è stato negato e che il suo amico non riesce ad apprezzare, dall'altro canto, nel momento del bisogno, John trova proprio in lui un'ancora di salvezza.
L'unico che manca all'appello è George Harrison, introdotto nella band da Paul stesso, e che rimarrà poi definitivamente.
A quasi diciott'anni il successo andava di pari passo con i problemi familiari, ma soprattutto è l'essere conteso tra due donne indispensabili e non poter scegliere: la madre Julia, emotivamente instabile, fragile e imprevedibile che nasconde tutto sotto un sorriso che però non la rende migliore, e sua zia Mimì, una donna forte, che non versa una lacrima, pronta a rimboccarsi le maniche e che, nonostante la sua incapacità nel dimostrare i propri sentimenti, ha sempre dato più del meglio che poteva. Il dramma dell'adolescenza di uno dei più famosi di tutti i tempi è proprio questo: una zia che fa da madre, e una madre che non riesce a svolgere il suo ruolo perché troppo insicura e debole, tanto da riuscire a vivere a due metri di distanza dal figlio, senza avere mai il coraggio di bussare alla sua porta. Con la rivelazione di un'infanzia rimossa, le amicizie storiche e la nuova avventura del successo, Sam Taylor-Woods apre una finestra sulla vita di John Lennon. Sulla base dello sviluppo della storia di una delle band più importanti di sempre, si svolge la vicenda tragica di un nucleo familiare straziato e compattato per essere smembrato ancora, finché non arriverà il momento in cui, finalmente, i Beatles partiranno per Amburgo.

Il cast non sarà una lista di attori pluripremiati, ma di sicuro rendono alla perfezione il dramma alla base delle vicende narrate. John Lennon è interpretato da Aaron Johnson, già visto in Kick-Ass, mentre Paul McCartney da Thomas Sangster, che sicuramente tutti avremo già visto da qualche parte, ma che altrettanto sicuramente non ci ricorderemo dove, infatti ha fatto piccole apparizioni, e tanto per tessere le lodi di questo attore particolarmente amato per il suo aspetto così innocente, parliamo di come abbia dovuto imparare, di nuovo, a suonare la chitarra con la mano sinistra, per recitare appunto la parte di McCartney. George Harrison è invece interpretato da Sam Bell, mentre la zia Mimì e la madre Julia, sono state rispettivamente interpretate da Kristin Scott Thomas e Anne Marie Duff.

Sostanzialmente, il film ci può piacere, di certo non deve essere preso alla lettera per quanto riguarda la storia di Lennon, in ogni caso, gli attori sono perfetti nei ruoli a loro assegnati, e rendono perfettamente il dramma vissuto ma anche l'adolescenza stessa.
Per quanto riguarda le ambientazioni, invece, non potrebbero essere più precise ed azzeccate di quelle di Liverpool, sono addirittura rappresentati i luoghi d'infanzia che li portarono poi a scrivere alcune canzoni come l'orfanotrofio di Strawberry Field (che diede vita poi a Strawberry fields forever), oppure il capolinea degli autobus Penny Lane.
La colonna sonora invece riprende alcune canzoni dello stesso protagonista, ovviamente il regista ha dovuto trattare con Yoko-Ono, ma è ovviamente andato tutto bene.

Quindi, nel complesso un 8 e mezzo sta tutto, potrei dare anche di più, ma da fan accanita avrei voluto almeno un'altra mezz'oretta di film... Nonostante ciò è decisamente un buon film, da vedere.

giovedì 24 maggio 2012

Diablo 3

Sono passati quasi 12 anni dall'uscita di Diablo 2
e Blizzard finalmente si è decisa a sfornare un nuovo capitolo di questa leggendaria saga che ad oggi conta milioni di fan (me compreso) in tutto il mondo. Dopo date ipotetiche, smentite, conferme, ulteriori smentite, collassi causa eccessivo stress dovuto all'estenuante attesa e chi ne ha più ne metta, martedì 15 Maggio Diablo 3 è prepotentemente entrato nella vita di molti giocatore sconvolgendola drasticamente.
Vita sociale? no grazie!
Per chi non lo conoscesse, magari in questi ultimi anni è vissuto sulla luna o dopo Diablo 2 si è fatto ibernare in attesa di un seguito. Diablo è un hack'n'slash con elementi di giochi di ruolo, prodotto dalla Blizzard e pubblicato il 31 Dicembre 1996.
La fama di questo gioco la si deve per molti aspetti al suo gameplay semplice ed intuitivo ed al suo approccio action, questa scelta a mio avviso è stata fatta per venire incontro anche alle esigenze dei giocatore meno esperti che potranno quindi destreggiarsi lungo il corso dei vari capitoli (atti), senza doversi scervellare troppo, come magari in un classico gioco di ruolo farebbero.
Ovviamente ciò non vuol dire che la campagna è semplice, assolutamente! Sono infatti presenti vari livelli di difficoltà appunto per dare anche ai più bravi la possibilità di giocarlo senza aver alcunchè da ridire circa la troppa semplicità.  
Coloro infatti che vorranno cimentarsi in titaniche imprese non rimarranno delusi, come detto poc’anzi, esistono vari livelli di gioco ed ognuno presenta sfide sempre più agguerrite. Normale è livello di partenza, una volta terminata questa modalità si sbloccherà quella Incubo per passare alla modalità Inferno e, se siamo ancora vivi, una volta terminata avremo accesso alla sfida delle sfide, la sovrumana modalità Abisso.
In base alla modalità scelte aumenteranno drasticamente la potenza dei mostri i rispettivi punti vita, ma anche ovviamente le probabilità di trovare oggetti migliori, tutto ciò per offrire al giocatore più pretenzioso un livello sfida sempre maggiore.
La storia è intensa ricca di cenni ai precedenti capitoli, svelando retroscena e curiosità sulla saga che non fanno mai male.
La storia come Wikipedia insegna:
Inizia a New Tristram vent’anni dopo l'uccisione del Signore della Distruzione, Baal, il potente demone, fratello di Mephisto e di Diablo Egli aveva corrotto la Pietra del Mondo, l'antica roccia magica che da millenni rappresentava e garantiva l'ordine sul mondo di Sanctuary. L'arcangelo Tyrael fu così costretto a frantumarla in mille pezzi, tramite il lancio della sua spada incantata, la Sciabola di Luce, cambiando definitivamente le sorti del mondo, ma al tempo stesso salvando l'Umanità dall'inesorabile fine che gli si prospettava. Gli eroi che hanno affrontato gli eserciti dell'inferno, e che sono stati abbastanza fortunati da riuscire a sopravvivere, alla fine delle loro imprese sono impazziti: le loro fragili menti umane mai avrebbero potuto comprendere ciò di cui erano stati testimoni, tanto meno potevano accettarlo. La maggior parte della popolazione del mondo di Sanctuary è tuttora all’oscuro delle loro gesta, e i pochi che avevano visto, una volta salvatisi, hanno tentato di dimenticare i terrificanti ricordi di quei momenti, mentendo anche a loro stessi pur di preservare la propria sanità mentale. Privilegio che però gli stessi eroi non hanno saputo concedersi, in nome della verità: essi ora vivono ai margini del mondo, sull’orlo della follia. Nuovi eroi dunque si apprestano ad affrontare le orde dei tre Signori del Male (solo il barbaro è "sopravvissuto"), e stavolta il loro compito sarà più gravoso che mai.
  Non poche sono le citazione a luoghi e personaggi che i veterani certamente non disdegneranno, e nel complesso la storia si presenta ricca di colpi di scena, intrigante e mai scontata. Le ambientazioni, altro punto forte a mio avviso, come alcuni erroneamente hanno affermato (magari non avendolo neanche provato) sono tutt'altro che colorate e si presentano una più bella e caratteristica dell'altra: la varietà di ambientazioni del gioco è estrema, e il design di alcuni mostri e locazioni è davvero superlativo.
Rispetto al precedente capitolo infatti, personalmente le ho trovate per alcuni aspetti forse più lugubri, cupe e quindi rispecchiati la natura stessa del titolo. In Diablo 2, ad esempio, l'atto secondo, nel deserto di Lut Gholein, non mi garbava molto, come anche il terzo atto nella Giungla Scorticatrice, mentre in Diablo 3 le ho trovate una più bella dell'altra.
Tecnicamente Diablo III non presenta una grafica eccelsa, i modelli poligonali non sono così complessi e le texture non rappresentano certo il massimo della definizione e del realismo. Non allarmatevi però la cosa è voluta dalla stessa Blizzard che ha ben pensato di creare un prodotto che non fosse destinato ai possessori di pc di fascia alta, mossa che reputo giusta in quanto in questo modo non si priva a nessuno di potersi godere questo splendido gioiello in quanto su un computer di media potenza infatti girerà al massimo del dettaglio senza il minimo singhiozzo.
Favolose inoltre sono le animazioni e la fisica, nonché un particolare plauso va alla cura quasi maniacale per il dettaglio, ogni corpo si muove in modo realistico a seconda di come lo colpiremo, ed ogni oggetto che troveremo è distruttibile. Di particolare pregio sono i dialoghi, anch'essi molti curati e la narrativa, ogni personaggio che incontreremo avrà una sua storia da raccontarci.
Per ultimo, ma non meno importante, il sonoro che vanta musiche a dir poco epiche e un doppiaggio straordinario. Un plauso va al doppiaggio in italiano che spesso lascia a desiderare, questa volta non arranca dietro all’originale. Quanto alla longevità, la campagna può durare tranquillamente attorno alle 20 ore, che diventano praticamente infinite quando si valuta la struttura ciclica del gioco.

Per concludere, questo gioco lo consiglio vivamente se piacciono gli hack'n'slash poichè Diablo è il RE nel suo genere.


lunedì 5 marzo 2012

"Mylo Xyloto" - Coldplay



Forse è il loro ultimo album, forse no, continueranno a creare musica e a riempire teatri, parchi, auditorium e stadi senza lasciare tregua alla concorrenza, Mylo Xyloto esce nel 2011, e i Coldplay riscuotono un enorme successo in tutto il mondo, in Italia raggiungono le 100.000 copie vendute, mentre in Stati Uniti e Gran Bretagna addirittura il milione. La band mantiene la "nota" che li fa riconoscere dai primi tre secondi della canzone, il fattore Coldplay, se così si può dire, rivisita i vecchi stili, si lascia influenzare dal passato assumendo aspetti forse vintage, si lascia contagiare dall'oriente e da sogni illusori di paradisi e quant'altro, donando al pubblico un altro disco, che all'iTunes festival di Londra, ha lasciato milioni di persone con il fiato sospeso.
Ma bando alle ciance, passiamo ad un'analisi di ogni singola traccia del cd, lasciando anche qualche frase significativa per ognuna.

1. Mylo Xyloto: è sostanzialmente l'introduzione al disco, un mini brano strumentale che accompagna l'entrata del brano successivo, e che apre le orecchie del pubblico, preparandoli al cd.
2. Hurts Like Heaven: il passaggio sembra talmente naturale, che si potrebbero addirittura unire i due pezzi. Questo singolo sembra stravolgere i ritmi epici di "Viva la vida" o la triste tranquillità di "Fix You" o ancora di "The Scientist", tuttavia, dà un'ottima prima impressione dell'album, anche per le tracce a venire, e lancia un nuovo stile, con un testo che la dice lunga. (Use your heart as a weapon and it hurts like heaven)
3. Paradise: è il secondo singolo pubblicato prima dell'uscita dell'album e ha riscosso un successo enorme anche a sé, a prescindere dal grazioso elefantino del video. Violino, chitarra e batteria creano un clima davvero paradisiaco che lascia fin troppo spazio alla meraviglia, accompagnato dalla voce di Chris Martin, il testo assume tante altre connotazioni. Resta un pezzo davvero stupendo, e oserei dire che vale la pena avere il cd, solo per poterlo sentire a ripetizione. (She dreamed of paradise everytime she closed her eyes)
4. Charlie Brown: il titolo è in onore del famosissimo personaggio dei Peanuts, e c'è un ritorno alle origini, lo stile musicale ricorda vagamente "Life in Technicolor", e lascia parecchio spazio all'esibizione prettamente musicale, lasciando poco spazio al testo, che ha comunque un suo fascino. Leggermente ripetitivo, ma rimane comunque uno dei pezzi migliori dell'album. (We run wild, we'll be glowing in the dark)
5. Us against the world: è il mio pezzo preferito, forse per la dolcezza e lo stile dell'accompagnamento musicale che ricordano vagamente "Fix You" e che mantiene alcuni significati allegorici simili a quelli del testo di "Viva la Vida". È anche questo un pezzo che merita molto. (Through chaos as it swirls it's us against the world)
6: M.M.I.X.: è sempre un minibrano che funge da introduzione alla track successiva.
7. Every Teardrop Is A Waterfall: il titolo di suo colpisce, ed è stato il primo singolo pubblicato, letteralmente il preludio all'album, che lascia i fan comunque sbigottiti, perché non sembrano i classici Coldplay, ma il cambiamento leggero dello stile e altalenante allo stesso tempo, hanno comunque colpito e non hanno fatto altro che migliorare l'album. Anche questo è uno dei pezzi migliori, ogni strumento asseconda l'altro e si inseriscono perfettamente dove dovrebbero, assecondando la voce incalzante di Martin, che racconta tutta un'altra storia. (Maybe I'm in the black, maybe I'm on my knees, maybe I'm in the gap between the two trapezes but my heart is beating and my pulses start, cathedrals in my heart)
8. Major Minus: è il nuovo stile leggermente più ritmato, che assume una cadenza quasi da cantilena, però riesce comunque nel suo intento. (So be careful 'cause nothing they say is true)
9. U.F.O.: ci si può aspettare di tutto da un titolo del genere, forse una musica leggermente più "metallica" e basata principalmente su strumenti elettrici, un testo forse quasi da allucinosi, e invece si tratta quasi si uno smarrimento tranquillo. Buono, ma c'è di meglio. (I don't know which way I'm going)
10. Princess of China: ed ecco qui l'influenza dell'Oriente, estremo oriente, che si rispecchia anche nella musica, che rimane quasi nello stesso stile di "Hurts like heaven" e "Every Teardrop is a waterfall", con l'impensabile duetto con Rihanna. A primo impatto non sembra poi un granché, invece le due voci si alternano egregiamente rispettando anche la musicalità del brano.
11. Up In Flames: è un pezzo sostanzialmente basato sulla voce e sul suo fidato pianoforte, e lascia molto a desiderare, anche se recupera abbastanza con il testo. Notevole come la voce del cantante riesca ad arrivare ad una tale altezza.
12. A Hopeful Transmission: terzo minibrano introduttivo a quello successivo. 
13. Don't Let It Break Your Heart: ottimo pezzo, sia a livello musicale, che vocale, per quanto riguarda il testo, si sono dati parecchio da fare, e aggiungono sicuramente dei punti a loro favore, e anche la conclusione del pezzo, ha un suo fascino particolare. (When you're tired of waiting so you just find that you never have to stop)
14. Up With The Birds: pezzo conclusivo dell'album che chiude in tranquillità, come se fosse la fine dello show, il ballo del cigno. È un pezzo che conclude perfettamente l'album, con uno stile quasi fiabesco, e lascia comunque una certa atmosfera di sogno quasi degna di Cenerentola, che oso pensare si siano prefissati come scopo. Ma solo a primo impatto, a metà del brano continuano con il loro immancabile e classico stile, la "nota" che li contraddistingue, concludendo lo spettacolo magnificamente. (But I know one day, good things are coming our way)

Complessivamente, l'album non è assolutamente da scartare (come dimostrano anche le copie vendute), tuttavia, ci sono stati alcuni pezzi che hanno lasciato un po' a desiderare, ma hanno recuperato magnificamente con altri. 

Tirando le somme, gli concedo un 8 e mezzo, quasi 9, per non allargarmi troppo. 

martedì 28 febbraio 2012

Ordunque, si dia inizio alle danze, il primo titolo che analizzeremo è "The Darkness II"

Nonostante abbia sostanziali differenze con il suo predecessore, nonostante anche il team non sia lo stesso, anche coloro che hanno amato il primo capitolo, secondo me, non storceranno il naso davanti questo interesante seguito.
The Darkness II è un titolo divertente, si lascia ben giocare ed ha una trama intrigante, molto alla gangster movie per intenderci. Le atmosfere, noir, mi ricordano infatti quelle de "il padrino", sarà forse perchè il protagonista, Jakie Estacado, un capofamiglia di una cosca mafiosa, ha molto in comune con Don Vito Corleone. La grafica differisce dal precendete e forse per alcuni il titolo potrebbe perdere un pò in verosomiglianza, questa volta infatti si è voluto optatare per un tipo di grafica cartoonata ( per gli amanti dei paroloni tecnici cell-shading a gogo) che forse, ma dico forse, gli fa perdere un pò di punti quanto a realismo, ma vi assicuro, quando vedete le vostre due tenebre, ovvero due esseri oscuri che il protagonista potrà usare a suo piacimento, (quelle robe simil anaconde ch vedete nella foto per intenderci) lanciare oggetti e o persone, smembrare e sbranare, distruggere, credetemi, tutto il resto è noia.
Si possono usare 2 armi contermporaneamente l'ho detto?  Ovvio che no! Questo ovviamente per la goia di tutti gli amanti dell'azione "calmana e ragionata" (ovviamente scherzo) anche perchè di calmo e ragionato questo titolo ha davvero poco. Continuando anche il sistema di puntamento è stato rivisto e questo è più calibrato e fluidio. Un nanerottolo oscuro (Darkling) ci seguirà per tutto il corso dell'avventura ed in alcuni casi, quando il gioco lo richiederà, potremo prenderne il controllo. Il gioco è davvero carino, gli amanti del gore, del sano splatter, secondo me lo ameranno, ma non solo loro, anche perchè alla fine è un buono sparatutto che si lascia giocare, ma tuttavia, vi avviso non dura molto, anzi dieri un po pochino.
Lo consiglio? ni.
Se come me siete amanti del gore, volete un titolo con una buona trama, utile dopo una stressante giornata di lavoro/università/scuola che faccia quindi sfogare smembrando un po qui un po la..beh è il titolo che fa per voi. Se invece prefetire davvero un'azione calma e ragionata, una grafica più definita, pulita e soprattutto un titolo longevo (cosa rara di questi tempi) ovviamente non fa per voi.
Per conlcudere, il gioco viene venduto ad un prezzo direi "accettabile", io preordinadolo mi son preso la versione steelbook, in più al gioco c'è una custodia in metallo per tenere il cd con il disegno del gioco, davvero carina, sono versioni limitate però, fino ad esaurimento scorte, se siete interessati e soprattutto fortunati potreste trovarla ancora su amazon.

http://www.youtube.com/watch?v=f4oLRK8cmWk&feature=related

Voto: 8









   


Finalmente, dopo varie peripezie, continue modifiche strutturali, cambi di nome e quant'altro, abbiamo scritto il nostro primo post. Ovviamente ancora di modifiche ne dovremo fare, ma sentivo che, se non avessi scritto qualcosa, per inaugurare questo blog, i lavori si sarebbero protratti ancora per moltissimo tempo.
Ordunque, dopo questa lunga ed, aggiungerei noiosa parentesi, veniamo a noi.
The muisc, horror and picture show, cos'è e soprattutto di cosa tratta, vi chiederete. Presto detto, questo blog, dal titolo assai pittoresco, nasce da una smisurata passione sui film, games e altro. All'interno di questo spazio potrete trovare consigli su possibili acquisti, anche perchè parliamoci chiaro, specie per quanto riguarda i videogames è sempre buona cosa avere le idee chiare su cosa comprare visto i prezzi, ci saranno delle particolari recensioni di film ed ovviamente anche di games, ma non solo! immagini di limited edition e chi ne ha più ne metta. Non ci sono limitazioni, questo non è un blog solo ed esclusivamente sui videogiochi, ma spazia anche su altri argomenti, come appunto la musica o il cinema, cerchiamo quindi di indirizzarvi nel meglio possibile.
Ma ora basta, non perdiamoci in inutili  chiacchiere che lo spettacolo inizi..