Forse è il loro ultimo album, forse no, continueranno a creare musica e a riempire teatri, parchi, auditorium e stadi senza lasciare tregua alla concorrenza, Mylo Xyloto esce nel 2011, e i Coldplay riscuotono un enorme successo in tutto il mondo, in Italia raggiungono le 100.000 copie vendute, mentre in Stati Uniti e Gran Bretagna addirittura il milione. La band mantiene la "nota" che li fa riconoscere dai primi tre secondi della canzone, il fattore Coldplay, se così si può dire, rivisita i vecchi stili, si lascia influenzare dal passato assumendo aspetti forse vintage, si lascia contagiare dall'oriente e da sogni illusori di paradisi e quant'altro, donando al pubblico un altro disco, che all'iTunes festival di Londra, ha lasciato milioni di persone con il fiato sospeso.
Ma bando alle ciance, passiamo ad un'analisi di ogni singola traccia del cd, lasciando anche qualche frase significativa per ognuna.
1. Mylo Xyloto: è sostanzialmente l'introduzione al disco, un mini brano strumentale che accompagna l'entrata del brano successivo, e che apre le orecchie del pubblico, preparandoli al cd.
2. Hurts Like Heaven: il passaggio sembra talmente naturale, che si potrebbero addirittura unire i due pezzi. Questo singolo sembra stravolgere i ritmi epici di "Viva la vida" o la triste tranquillità di "Fix You" o ancora di "The Scientist", tuttavia, dà un'ottima prima impressione dell'album, anche per le tracce a venire, e lancia un nuovo stile, con un testo che la dice lunga. (Use your heart as a weapon and it hurts like heaven)
3. Paradise: è il secondo singolo pubblicato prima dell'uscita dell'album e ha riscosso un successo enorme anche a sé, a prescindere dal grazioso elefantino del video. Violino, chitarra e batteria creano un clima davvero paradisiaco che lascia fin troppo spazio alla meraviglia, accompagnato dalla voce di Chris Martin, il testo assume tante altre connotazioni. Resta un pezzo davvero stupendo, e oserei dire che vale la pena avere il cd, solo per poterlo sentire a ripetizione. (She dreamed of paradise everytime she closed her eyes)
4. Charlie Brown: il titolo è in onore del famosissimo personaggio dei Peanuts, e c'è un ritorno alle origini, lo stile musicale ricorda vagamente "Life in Technicolor", e lascia parecchio spazio all'esibizione prettamente musicale, lasciando poco spazio al testo, che ha comunque un suo fascino. Leggermente ripetitivo, ma rimane comunque uno dei pezzi migliori dell'album. (We run wild, we'll be glowing in the dark)
5. Us against the world: è il mio pezzo preferito, forse per la dolcezza e lo stile dell'accompagnamento musicale che ricordano vagamente "Fix You" e che mantiene alcuni significati allegorici simili a quelli del testo di "Viva la Vida". È anche questo un pezzo che merita molto. (Through chaos as it swirls it's us against the world)
6: M.M.I.X.: è sempre un minibrano che funge da introduzione alla track successiva.
7. Every Teardrop Is A Waterfall: il titolo di suo colpisce, ed è stato il primo singolo pubblicato, letteralmente il preludio all'album, che lascia i fan comunque sbigottiti, perché non sembrano i classici Coldplay, ma il cambiamento leggero dello stile e altalenante allo stesso tempo, hanno comunque colpito e non hanno fatto altro che migliorare l'album. Anche questo è uno dei pezzi migliori, ogni strumento asseconda l'altro e si inseriscono perfettamente dove dovrebbero, assecondando la voce incalzante di Martin, che racconta tutta un'altra storia. (Maybe I'm in the black, maybe I'm on my knees, maybe I'm in the gap between the two trapezes but my heart is beating and my pulses start, cathedrals in my heart)
8. Major Minus: è il nuovo stile leggermente più ritmato, che assume una cadenza quasi da cantilena, però riesce comunque nel suo intento. (So be careful 'cause nothing they say is true)
9. U.F.O.: ci si può aspettare di tutto da un titolo del genere, forse una musica leggermente più "metallica" e basata principalmente su strumenti elettrici, un testo forse quasi da allucinosi, e invece si tratta quasi si uno smarrimento tranquillo. Buono, ma c'è di meglio. (I don't know which way I'm going)
10. Princess of China: ed ecco qui l'influenza dell'Oriente, estremo oriente, che si rispecchia anche nella musica, che rimane quasi nello stesso stile di "Hurts like heaven" e "Every Teardrop is a waterfall", con l'impensabile duetto con Rihanna. A primo impatto non sembra poi un granché, invece le due voci si alternano egregiamente rispettando anche la musicalità del brano.
11. Up In Flames: è un pezzo sostanzialmente basato sulla voce e sul suo fidato pianoforte, e lascia molto a desiderare, anche se recupera abbastanza con il testo. Notevole come la voce del cantante riesca ad arrivare ad una tale altezza.
12. A Hopeful Transmission: terzo minibrano introduttivo a quello successivo.
13. Don't Let It Break Your Heart: ottimo pezzo, sia a livello musicale, che vocale, per quanto riguarda il testo, si sono dati parecchio da fare, e aggiungono sicuramente dei punti a loro favore, e anche la conclusione del pezzo, ha un suo fascino particolare. (When you're tired of waiting so you just find that you never have to stop)
14. Up With The Birds: pezzo conclusivo dell'album che chiude in tranquillità, come se fosse la fine dello show, il ballo del cigno. È un pezzo che conclude perfettamente l'album, con uno stile quasi fiabesco, e lascia comunque una certa atmosfera di sogno quasi degna di Cenerentola, che oso pensare si siano prefissati come scopo. Ma solo a primo impatto, a metà del brano continuano con il loro immancabile e classico stile, la "nota" che li contraddistingue, concludendo lo spettacolo magnificamente. (But I know one day, good things are coming our way)
Complessivamente, l'album non è assolutamente da scartare (come dimostrano anche le copie vendute), tuttavia, ci sono stati alcuni pezzi che hanno lasciato un po' a desiderare, ma hanno recuperato magnificamente con altri.
Tirando le somme, gli concedo un 8 e mezzo, quasi 9, per non allargarmi troppo.
